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IS-LAND: L’IDEA, LA STORIA
IS-LAND: E’ TERRA. Ovvero… tutto cominciò da un trattino. Come il trattino
che trasforma il termine inglese “isola” nella proposizione “è terra”,
infatti, ciò che anima i fondatori di Is-land è la volontà di contribuire a
tramutare quella che a prima vista può apparire un’isola, cioè una realtà
separata dal resto del mondo, in una sponda aperta ad ogni approdo, nella
piena coscienza del valore dello scambio ai fini della crescita collettiva.
L’iniziativa parte da cinque soci, quattro dei quali si sono conosciuti
durante l’anno di Servizio Civile, prestato presso il Servizio Disabilità
dell’ Opera Universitaria di Trento: Matteo Ambrosi e Michael Robinson in
qualità di obiettori di coscienza, Valentina Patuzzi nell’ambito del
programma di Servizio Civile Nazionale e Justyna Klimaszewska, di
nazionalità polacca, nell’ambito del programma di Servizio Volontario
Europeo; il quinto socio, Marika Valentini, è Dottoressa in Psicologia.
L’esperienza comune ci ha consentito di vivere dall’interno la condizione
delle diverse abilità e, in
senso più ampio, del disagio che sempre più
spesso accompagna l’età evolutiva. Concluso il Servizio Civile, ci siamo
accorti di aver maturato un’idea forte e condivisa, che ci piace chiamare
progetto di integrazione attiva: nonostante molto sia stato fatto
nel corso degli ultimi vent’anni per rinegoziare le tradizionali convinzioni
circa le menomazioni fisiche e mentali , siamo convinti non si tratti più di
garantire al diversamente abile una vita dignitosa, ma una vita
senza aggettivi limitanti, intesa cioè nella sua accezione più compiuta: un
sistema in divenire di esperienze e relazioni, all’interno del quale si
possa riscontrare la possibilità concreta di valorizzare la propria
peculiarità. Nella prospettiva dell’integrazione attiva, dunque, non basta
abbattere le barriere, garantendo l’accessibilità di
luoghi e servizi:
occorre coinvolgere, nella piena coscienza del valore dello
scambio come veicolo di crescita collettiva.
Questo percorso ci ha portati alla decisione di animare un progetto che ci
consentisse di tradurre in azioni concrete le sensibilità e le competenze
maturate durante l’anno di lavoro comune.
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