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“Vivere in Europa” è un progetto
della Cooperativa Sociale Is-land dedicato ai giovani. La sua finalità
principale è la prevenzione del disagio giovanile attraverso molteplici tipi
di attività proposte con la metodologia dell’educazione non-formale. Il
processo di europeizzazione trasforma anche le più piccole comunità locali
in luoghi di confronto tra diverse culture. Per preparare i giovani a vivere
positivamente in una società sempre più varia e sfaccettata Is-land ha
ritenuto fondamentale agire in ambito internazionale. Basandosi sul
principio di integrazione attiva, la Cooperativa ha individuato nello
“scambio” il metodo più efficace per realizzare gli obiettivi prefissati,
rendendo così i ragazzi protagonisti in tutte le fasi di sviluppo dei
progetti, ponendo particolare attenzione a coloro che appartengono a fasce
svantaggiate fisicamente, socialmente, economicamente o geograficamente.
Per l’anno 2007
sono previsti nuovi progetti:
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“Together we stand, together we fall, together we are
winners and winners take all…”
data: 06 – 15 aprile 2007
luogo: Andalo (TN)
tema: sport e spirito di gruppo
Il progetto “Together we stand, together
we fall, together we are winners and winners take all…”
ha affrontato le tematiche della creazione, dello sviluppo e del
funzionamento di un gruppo/squadra attraverso l’attività sportiva. Durante
lo scambio sono stati affrontati argomenti quali gli stereotipi, le persone,
le opportunità, il rispetto e la squadra (SPORT: Stereotypes, People,
Opportunities, Respect, Team) usando una metodologia attiva e non-formale,
ma soprattutto coinvolgendo i partecipanti durante tutte le fasi dello
sviluppo del progetto. Il tema dello sport è stato scelto perché proposto dai partecipanti degli altri progetti in
quanto offriva la possibilità di affrontare contenuti differenti in modo
piacevole e leggero. Lo sport infatti è stato solo un pretesto per poter
affrontare gli argomenti sopra indicati, dando così ai giovani partecipanti
provenienti da zone geograficamente ed economicamente diversi la stessa base
di partenza. L’attività sportiva unisce tutti i giovani mettendoli sullo
stesso piano, lasciando che siano le capacità personali e non l’appartenenza
socio-economica a determinarne il successo o la sconfitta.
Lo sport visto nei cinque aspetti sopraindicati ci ha
permesso
di affrontare:
1. sterotipi
– cosa sono, in che modo influenzano la nostra percezione, in che modo
possiamo superarli;
2. persone – famose o meno, si parlerà della vita degli
sportivi noti, ma anche della nostra esperienza, punteremo sui valori, sui
momenti importanti della vita e sullo sviluppo personale,
3. opportunità
– cosa ci offre la vita, come vediamo il futuro, in che modo lo sport può
favorire le nostre condizioni; ci chiediamo inoltre se l’Unione Europea
offrirà opportunità migliori e il modo più efficace per cogliere queste
possibilità;
4. rispetto
– per gli altri e per se stessi; se è facile rispettare l’avversario, cosa
vuol dire avere riguardo verso le altre culture e qual’è il legame tra
rispetto e tolleranza;
5. squadra
– cosa vuol dire far parte di una squadra, come è necessario agire affinchè
funzioni bene, quali sono i lati positivi e quelli negativi nel lavorare in
gruppo, la particolarità del lavoro nel gruppo multiculturale;
Obiettivi del progetto:
-
riflessione sui valori
legati allo sport, fra i quali il rispetto dell’avversario, il fair play
e lo spirito di squadra;
-
promozione dello sport
non solo come attività per trascorrere il tempo libero, ma opportunità
per socializzare;
-
miglioramento della
capacità nel lavoro di gruppo;
-
sviluppo del rispetto
verso persone con idee, sentimenti e culture diverse dalle proprie;
-
consapevolezza delle
differenze e delle affinità nelle tradizioni delle nazioni partecipanti
allo scambio;
-
approfondimento dei
valori quali il rispetto, la tolleranza, la cooperazione e la
collaborazione;
-
sviluppo dei partecipanti
(lavoro in gruppi internazionali, capacita linguistiche),
-
crescita in contesti
fondati sul rispetto dei giovani in situazione di disagio;
-
promozione dello stile di
vita sano e dell’attività sportiva tra i giovani;
-
perfezionamento di
progetti rivolti ai giovani svantaggiati.
Resoconto
dello scambio:
Nel periodo di Pasqua la Cooperativa Sociale IS-LAND di
Trento ha organizzato con un gruppo di giovani trentini uno scambio
internazionale durante il quale hanno ospitato una trentina di giovani
provenienti da Slovenia, Polonia, Islanda e Portogallo. Il progetto
intitolato “Together we stand, together we fall, together we are winners and
winners take all…” e finanziato dal Programma Gioventù, si è svolto ad
Andalo, dove i ragazzi hanno affrontato il tema della “squadra” attraverso
la partecipazione nelle attività sportive come basket, sci, trekking,
baseball e capoeira, formative come giochi tematici sulla discriminazione e
diversità culturale ed interculturali come serate tradizionali organizzate
da diversi paesi o la mattina di Pasqua piena di tradizioni provenienti
dalla diverse zone di Europa. Il gruppo ha visitato Molveno, Trento e Riva
del Garda. Durante questo incontro temi come tolleranza, cultura e diversità
altrettanto importanti quanto i momenti di divertimento e gioco. “La cosa
più importante era stare insieme” ha scritto uno dei partecipanti nella
lettera finale lasciata agli organizzatori.
Un
momento molto particolare durante questo scambio è stato l’incontro finale
tra i ragazzi dello scambio e i bambini dei Centri Giocastudiamo, che si è
svolto sottoforma di Campionato di Sport Strani durante il quale i bambini
hanno avuto la possibilità di partecipare in diversi giochi inventati e
coordinati dai giovani partecipanti. La realizzazione del Campionato è stata
possibile grazie alla ospitalità del Collegio Arcivescovile di Trento e alla
collaborazione con il Progetto Politiche Giovanili del Comune di Trento.
Ma soprattutto questo evento non
sarebbe stato possibile senza la buona volontà e la motivazione da parte dei
partecipanti del progetto che hanno dedicato il loro tempo ed il loro
impegno durante tutta la settimana alla preparazione e organizzazione del
incontro.
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"What do fairy tales tell us?"
data: 24 giugno – 04 luglio 2007
luogo: Pirano (Slovenia)
tema: culture nazionali nelle fiabe
Il progetto ha previsto un incontro di giovani provenienti da
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paesi europei per discutere, confrontare e dividere i risultati della
ricerca svolta nei paesi di provenienza sull’immagine della nazione nelle
favole.
Il tema
è stato sviluppato con l’uso di una metodologia attiva e non-formale ma
soprattutto coinvolgendo i partecipanti nei diversi livelli di sviluppo del
progetto. L’effetto finale del lavoro di gruppo è stata la preparazione e
la presentazione del progetto ai cittadini di Pirano.
L'antica
città marinara di Pirano si estende all'estremo margine dell'omonima
penisola, che si restringe gradualmente tra il golfo di
Strugnano
e quello di Pirano. La penisola termina con punta Madonna, estrema
propaggine nord occidentale dell'Istria.
L'etimologia del nome Pirano e' controversa: alcuni studiosi propendono per
la derivazione dal celtico bior-dun, che significa località sul colle,
mentre altri la fanno risalire al greco pyr - fuoco, in quanto
nell'antichità venivano accesi sul promontorio dei fuochi per indicare la
rotta ai naviganti che si dirigevano all'attigua colonia di Aegida, vicino
all'odierna Capodistria.
La cittadina e' molto
pittoresca: le mura con le torri le fanno da corona e, dalle pendici, i
tetti rossi degradano, esposti a mezzogiorno, fino a punta Madonna, La città
vecchia e' costituita da un complesso di costruzioni venete, nelle strette
calli lastricate, fra scalinate e portici, nei campielli e nelle piazzette,
le case barocche e gotiche sono numerose, con finestre ad archi acuti, e si
inseriscono fra le basse case che furono dei pescatori e dei salinai.
Dall'alto di questa propaggine arenacea, dal fianco settentrionale spaccato,
rigido e spoglio per l'impeto della bora, irrobustito alla base da una
muratura poderosa e da arcate sostenute da piloni appoggiati alla pendice,
spicca e signoreggia il Duomo di Pirano, il cui campanile, come un faro, si
vede in tutto l'arco del golfo di Trieste.
Oggi la città è il centro
amministrativo del comune e, assieme alla vicina
Portorose,
importante località di villeggiatura marittima, con numerose istituzioni
culturali, case di riposo, alberghi e ristoranti, nonché sede di importanti
manifestazioni culturali.
Obiettivi dello scambio:
-
prevenzione della
discriminazione sociale,
-
inclusione dell'elemento
multiculturale nella realtà di piccoli paesi,
-
approfondimento della
conoscenza della cultura propria (ricerca prima dello scambio) e delle
culture di altri paesi partecipanti,
-
sviluppo delle capacità lavorative:
responsabilità, puntualità, serietà, affidabilità e capacita di lavorare
in gruppo,
-
lo sviluppo della capacità
comunicative, con particolare attenzione alla cominicazione nella lingua
inglese e importanza del linguaggio non-verbale,
-
aumento dello spirito di iniziativa e
della motivazione di provarci anche nelle situazioni difficili,
-
imparare come collaborare nei gruppi
internazionali,
-
promozione della mobilità europea dei
giovani,
-
offrire ai giovani la possibilità di
cogliere l'Europa come una possibilità che si offre loro sia per
l’educazione in senso lato che per la futura vita lavorativa.
Resoconto
dello scambio:
Nel
periodo dal 24 giugno al 4 luglio a Pirano (Slovenia) la nostra cooperativa
ha partecipato al progetto di scambio giovanile internazionale intitolato
“What do fairy tales tell us?” finanziato dal Programma Gioventù della
Comunità Europea. Hanno partecipato circa trenta giovani provenienti da
cinque Paesi europei: Slovenia, Portogallo, Spagna, Scozia ed Italia. Trento
è stata rappresentata da Michael, Sergio, Laura, Paola, Nicola, Jelena e
Justyna. Durante queste due settimane abbiamo affrontato il tema dei
messaggi culturali trasmessi attraverso le favole nei diversi paesi europei,
lavorando ma anche giocando, conoscendo nuovi posti e divertendoci. Lo scopo
di questo progetto era creare una nuova fiaba europea, e siamo stati in
grado non solo di scriverla ma anche di rappresentarla in piazza a Pirano.
Le foto e filmati della nostra avventura si possono ammirare nella sezione
“Fotogallery” del sito della Cooperativa. Invitiamo tutti coloro che fossero
interessati alle nostre iniziative europee a contattarci all’indirizzo
e-mail: europa@is-land.it.
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"Integration through tradition"
data: 25 agosto - 01 settembre 2007
luogo: Rovereto (TN)
tema: culture nazionali attraverso i giochi tradizionali
destinatari: ragazzi con disabilità mentale
Il Progetto è stato realizzato in collaborazione con la
Cooperativa Sociale Il Ponte di Rovereto. Tutti i partecipanti sono utenti
del centro diurno gestito dalla Cooperativa.
Il progetto “Integration through tradition” si è sostanziato in
un incontro della durata di sei giorni che si è tenuto in Italia ad agosto
2007. Era rivolto a ragazzi con disabilità mentale e patologie simili, allo
scopo di offrire loro l’opportunità di vivere esperienze caratterizzanti per
loro età. Nel progetto hanno patecipato i ragazzi di 2 paesi della Comunità
Europea: Italia e Polonia. La metodologia adottata durante lo
scambio si basa sulla filosofia della educazione non–formale, con
particolare attenzione per la tradizione come mezzo di comunicazione.
Il tema dello scambio, “Integration through tradition”,
rispecchia la nostra piena adesione alle priorità generali del “Programma
Gioventù”. Siamo convinti che esista la possibilità concreta di tradurre in
realtà quotidiana l’idea dell’inclusione sociale. La vita delle persone con
disabilità mentale in Europa potrà diventare maggiormente piena solo se loro
stessi diverranno consapevoli del proprio valore e la società svilupperà una
sensibilità nuova nei confronti della diversità. Il gioco può essere un
mezzo privilegiato per arrivare a tali obiettivi anche perché rappresenta
un’attività naturale per tutte le persone. In particolar modo abbiamo usato i
giochi tradizionali, le canzoni tradizionali, la danza tradizionale per far
conoscere tutte le culture dei paesi partecipanti. Ci siamo soffermati in
maggior misura sulla cultura italiana in quanto paese ospitante.
Obiettivi dello scambio:
-
prevenzione
dell’esclusione sociale di giovani svantaggiati attraverso esperienze di
carattere interculturale,
-
sviluppo della
comprensione della diversità,
-
possibilità di vivere
esperienze ormai consolidate nella società contemporanea, ma
difficilmente accessibili al mondo delle diverse abilità,
-
perfezionamento delle
capacità di gioco e di partecipazione,
-
integrazione nel contesto
di un gruppo internazionale,
-
lo sviluppo personale dei
partecipanti,
-
perfezionamento dei
progetti rivolti a giovani svantaggiati.
Resoconto dello scambio:
Alla
fine di agosto si è svolto nei dintorni di Rovereto uno scambio
interculturale tra un gruppo di ragazzi diversamente abili di Kielce
(Polonia) e un gruppo di ragazzi del Ponte, cooperativa sociale di Rovereto
che gestisce tre centri diurni dedicati a persone con disabilità mentale. Il
gruppo, una quindicina di persone tra ragazzi ed educatori, ha visitato la
città di Rovereto, visto i fuochi della Notte di Fiaba a Riva del Garda,
fatto un giro in battello tra Malcesine e Limone, visitato la distilleria
Marzadro e il Museo etnografico di Vallarsa. L’aspetto più importante è che
i ragazzi si sono divertiti insieme e intrecciato nuove amicizie; hanno
abbattuto i luoghi comuni, dimostrando che anche le persone diversamente
abili non solo hanno diritto di viaggiare, ma riescono anche a realizzarlo.
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